CAPUA, arriva Sergio Nazzaro: Io, per fortuna c’ho la camorra

La cultura della legalità a Capua a Palazzo Fazio – Sabato 5 gennaio 2008 – ore 18,30
Presentazione del libro “Io, per fortuna c’ho la camorra” (FAZI) di SERGIO NAZZARO
Con l’autore parlano del libro Gaetano Treppiccione, Vice presidente di Capuanova e Pasquale Iorio, Vice presidente di A.I.S.L.O. Riprende sabato 5 gennaio la programmazione del Follaro d’Oro 2007 ed a Capua, a Palazzo Fazio, alle 18,30 si ricomincia a parlare di legalità con la presentazione del libro “Io, per fortuna c’ho la camorra” di Sergio Nazzaro. Con l’autore ne parlano Gaetano Treppiccione vice presidente di Capuanova e Pasquale Iorio vice presidente di Aislo.
Il libro racconta la storia di tutti i giorni di molti cittadini della Provincia di Caserta. Ed infatti subito l’autore fa dire ad un suo estemporaneo interlocutore “Ma gli Italiani lo sanno che esistiamo?
C’è un’altra Italia che vive sul confine tra la provincia di Caserta e Napoli. Posti come Mondragone, Castelvolturno, Arzano, Villa Literno, Aversa, Frattamaggiore. Un mondo a stento registrato dai media che se ne accorgono solo quando ci scappa un morto di troppo. Un mondo fato di gente che ogni mattina riprende a lottare per la propria dignità senza alcuna garanzia di farcela e un mondo di gente che ha dichiarato guerra al mondo degli altri. Nazzaro affonda le mani in una realtà fatta di sfruttamento, dolore, disoccupazione, morte, violenza, sottosviluppo. Il suo sguardo registra le piccole cose delle grandi tragedie che nessuno vuole vedere. Le storie che nessuno racconta diventano 24 ore in terra di Camorra: un giorno come tanti altri. Non a caso il sottotitolo del libro è “Ventiquattro ore in terra di Camorra” che Sergio Nazzaro, nato e cresciuto a Mondragone, giornalista pubblicista, racconta in questa sua opera prima presentata, in anteprima assoluta per la Campania, da Capuanova con la preziosa collaborazione della libreria Uthòpia.
Nazzaro, in queste vicende marginali di muratori abusivi, poliziotti mortuari, legionari napoletani, avvocati cocainomani, spacciatori e vedove di morti ammazzati, ci entra con tutte le scarpe. La sua rabbia è una disperata forma di compassione. Un atto di solidarietà e cruda testimonianza scandito con il ritmo serrato del vero romanzo d’azione. Un romanzo duro e bruciante come la vita di tutti i giorni tra l’Asse mediano e la Domiziana.

A MADDALONI ANCORA UNA SCELTA SCELLERATA – DENUNCIA DEL COMITATO

Al Sindaco e l’amministrazione

comunale di Maddaloni

81024 – (Caserta) –

– e p.c. al Commissario di Governo per l’emergenza bonifiche

e tutela delle acque nella Regione Campania

Via Orsini 46 – 80132 – Napoli –

Il comitato Foro Boario, visto con quanta sofferenza i cittadini Maddalonesi, ancora oggi, stanno pagando il disastro ambientale provocato dai rifiuti accantonati nell’ex foro boario,

DISAPPROVA

La decisione assunta dal consiglio comunale, (convocato in seduta straordinaria il 25 Dicembre 2007) di creare un nuovo sito di stoccaggio per i rifiuti urbani nei pressi dell’interporto.

Perchè

  1. Oggi a distanza di sei anni dal precedente disastro, questa amministrazione si perpetua commettendo l’identico errore di creare un foro boario bis.
  2. Questa decisione, assunta dal consiglio comunale, è tesa a dare un colpo di spugna al problema dei rifiuti urbani dispersi per le strade cittadine, ma contemporaneamente crea i presupposti per un ennesimo disastro ecologico di cui sarà chiamata inevitabilmente a risponderne.

    Questa città sta già pagando amaramente i tantissimi errori commessi dalle precedenti amministrazioni, vedi: “ex foro boario, cementir, turbogas, elettrodotto, lo Uttaro, ecc…ecc…” non merita nel modo più assoluto l’aggravio di ulteriori fonti di inquinamento.

    Questa decisione comporterà la creazione di una nuova discarica a cielo aperto dove, così come nel passato, andranno a confluire i rifiuti urbani non solo di Maddaloni.

    Errore già commesso con l’ex foro boario che a causa di un’emergenza ritenuta temporanea, ha provocato un disastro ambientale ancora oggi non risolto.

E’ INACCETTABILE

– che in un territorio dove già esiste un livello di inquinamento ambientale altissimo, si continuino ad individuare soluzioni comode, da sempre scongiurate e per giunta carpite con un blitz dell’ultimo momento fra panettoni e spumante.

– che dopo anni di emergenza rifiuti non si è mai provveduto a una seria raccolta differenziata dei rifiuti,

– che si stìa, come gli struzzi che nascondono la testa sotto la sabbia a riconoscere e a pagare con le tasche dei contribuenti, una pseudo raccolta che a Maddaloni non è mai cominciata e che da sola, se ben fatta, avrebbe contribuito a risolvere buona parte dell’emergenza, (l’80% dei rifiuti che sommergono le strade di Maddaloni sono costituiti da materiali felicemente riciclabili).

– che vengano strappate decisioni che non porteranno nessuna soluzione definitiva al problema dei rifiuti.

Comitato cittadino Foro Boario Maddaloni CE e-Mail: comitatoforoboarioma@libero.it Nr. tel. di riferimento: 338-7772265 www.comitatoforoboario.blogspot.com

VERGOGNATEVI!!!!!

Ieri la Commissione Bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti ha stabilito una cosa: tutti conoscevano la situazione di illegalità e di pericolosità della discarica illegale e pericolosa di Lo Uttaro e hanno taciuto o addirittura appoggiato, a partire dai componenti del Commissariato all’Emergenza Rifiuti, al Sindaco, ai consiglieri e agli assessori del Comune di Caserta, al Presidente della Provincia, alla Commissione Ambiente della Regione per finire al Ministero dell’Ambiente.

Perchè e  a favore di chi?

Questo sarà la magistratura ad accertarlo, ma dobbiamo ancora una volta constatare di vivere in un Paese dove le regole le devono rispettare solo i fessi, mentre i cosiddetti “furbi” si arricchiscono alle loro spalle.

L’etica e la morale, queste sconosciute, vorrebbero che, dopo uno scandalo così grande, si dimettessero tutti coloro che sono stati i principali attori nella stesura dello sciagurato protocollo “d’ntesa”, ovvero De Franciscis, Petteruti e Bertolaso,  e che non si accostasero mai più ad una carica pubblica.

Invece continuano a pontificare e ad ammonire, salvo restare ammutoliti come il Presidente De Franciscis di fronte alle ovvie considerazioni esternate dalla brava Ilaria D’Amico l’altra sera a La 7, che gli faceva notare che chi ricopre una carica ed afferma di non poter fare nulla per niente non giustifica la sua esistenza.

Riporto di seguito l’articolo pubblicato oggi sul Mattino ed. Caserta di Lorenzo Calò

ANTONIO ROANO

“Inefficienza collusiva sulla vicenda de “Lo Uttaro”, che conferma il giudizio incondizionatamcntc negativo sull’apparato commissariale, tanto da contribuire a radicare nei cittadini una percezione di sostanziale inaffidabilità”.

E durissimo il giudizio della commissione bicamerale d’inchicsta sul ciclo dei rifiuti sulla gestione dell’emergenza in provincia di Caserta. Il documento dell’organismo bicamerale (presidente Roberto Barbieri), è in aperto disaccordo con l’orientamento che sembra maturare invece a Palazzo Chigi in relazione a una possibile proroga della struttura commissariale ben oltre la data del 31 dicembre prossimo.

La relazione è stata approvala con 20 voti a favore, con l’astensione di Valerio Zanone (PD) e con il voto contrario di Paolo Libé (Udc).

La Commissione aggiorna i contenuti di una prima relazione presentata sei mesi fa e pone l’accento soprattutto su «chi deve fare cosa», insistendo sulla necessità di «destrutturare l’emergenza e semplificare il più possibile la gestione del ciclo rifiuti», in contrasto con il piano del commissario Alessandro Pausa.

Spiega Barbieri: «Palazzo Chigi deve capire che la pienezza delle competenze va trasferita immediatamente agli enti locali e un accordo di programma quadro può aiuta­re la fase di transizione. In ogni caso si sappia, anche se il governo porrà la fiducia sulla proroga, noi voteremo contro».

D’accordo anche Paolo Russo (Forza Italia): «No alla proroga di un commissariamento che si è rivelato inefficace e che ha utilizzato le ingenti risorse destinate all’emergenza rifiuti per autoalimentarsi.

Il giudizio negativo espresso dalla commissione nei confronti dell’istituto commissariale rappresenta la premessa di un inevitabile scontro tra Parlamento e governo nel caso in cui quest’ultimo dovesse pronunciarsi, come già anticipato, a favore di una proroga della lunghissima esperienza commissariale».

Il giudizio di Giuseppe Scalera (Liberal Democratici) «Occorre uscire dalla logica dell’emergenza che ha fatto registrare una situazione di stasi: prorogare la gestione commissariale significherebbe allungare anche i tempi della soluzione dei problemi».

Ma le accuse della Bicamerale non fìniscono qui: rilievi sull’operato dell’Arpac nella vicenda de Lo Uttaro “su cui è mancato ogni accordo informativo che impedisse al legislatore di adottare decisioni fondate su presupposti contrari al vero. La circostanza – prosegue la rclazione della Bicamerale – che l’autorità giudiziaria abbia, sulla base degli stessi atti giacenti presso gli uffici del commissariato,  ricostruito e accertato l’inadeguatezza ambientale del sito. è sintomo desolante quanto equivoco dell’incapacità della struttura commissariale di leggere le proprie stesse carte”.

 Quanto agli scenari futuri  – in rapporto all’ubicazione dell’impiantistica – la commissione evidenzia l’opportunità «di una distribuzione omogenea dei carichi ambientali, allegerendo un’area. quella compresa fra la parte nord-orientale della provincia di Napoli e la provincia di Caserta, già caratterizzata dalla presenza di larga parte degli impianti connessi al ciclo dei rifiuti». Lorenzo Calò 

Il Mattino ed. Caserta 20 dicembre 2007

Chi e che cosa impediscono la soluzione dell’eterno problema dei rifiuti in Campania?

La situazione è ormai giunta al grottesco. Con la stessa velocità con la quale si sono scelti siti per mettere monnezza imbustata o monnezza tal quale, così in quei di Napoli cambiano idea, tornano sui loro passi, ecc.

A parte il caos una cosa è certa: con Serre e Lo Uttaro bloccati dalla magistratura, con Carabottoli a Carinola e Cento Moggia a Pignataro Maggiore bloccati dal popolo, il cosiddetto pool di tecnici  “esperti” del Commissario di governo per l’emergenza rifiuti ha contribuito in modo sostanziale ad allontanare la gente dalle istituzioni, a diffidare da scelte che sembrano solo interessate e che nulla hanno a che vedere con il bene comune e con il buon senso in una situazione di disordine e di confusione mai viste nella storia recente di questo paese e che non fa immaginare alcuno sbocco.

 Ma è tempo di fare nomi e cognomi, di individuare i responsabili e denunciare chi gioca con due mazzi di carte. Occorre voltare pagina. E allora bisogna innanzitutto ricordare che l’11 novembre del 2006 l’allora Commissario di Governo dr. Bertolaso, sottoscrisse un protocollo d’intesa con il presidente della Provincia di Caserta e con il sindaco di Caserta per la realizzazione di una discarica (illegale e pericolosa) in località Lo Uttaro di Caserta che, sulla base di una precisa denuncia alla Procura da parte del Comitato Emergenza Rifiuti, il sito è stato sequestrato e inviati i primi avvisi di garanzia (n.12), ove si accusano i presunti responsabili di falso in atto pubblico, turbativa d’asta, inquinamento della falda freatica, ecc. Nello stesso protocollo inoltre all’art.5 si legge: “La Provincia di Caserta si impegna a predisporre, entro il 31 dicembre 2007, un piano provinciale in materia di rifiuti, che preveda, tra l’altro, la compiuta realizzazione dell’impiantistica al servizio della raccolta differenziata tale da garantire il conseguimento dei risultati previsti dalla vigente normativa in materia in ogni comune della provincia”.

Qui sta il punto e la questione della crisi in questo territorio. Si dice che la politica non si fa con i se. Tuttavia è necessario affermare, senza tema di essere smentiti, che se l’Amministrazione Provinciale avesse fatto il proprio dovere, ossia elaborare il piano condividendolo magari con le Amministrazioni locali e la società civile – ne avrebbe avuto tutto il tempo – avesse individuato i siti per le situazioni di crisi, ha avuto un anno di tempo, oggi non saremmo a questo e costringere il Prefetto Pansa a scelte di cui certamente non alcuna cognizione tecnica per poter contestare i suoi collaboratori.

Leggete, invece, cosa ha dichiarato il Presidente della Provincia in occasione della Conferenza Regionale del 30 ottobre 2007 a Napoli convocata per l’individuazione dei siti di stoccaggio “…afferma di non poter fornire alcuna indicazione su possibili siti di stoccaggio…..rammenta ai presenti il recente impegno, in fase di formalizzazione, circa la collocazione della nuova discarica che sostituirà quella di Lo Uttaro…”.  

Vale la pena ricordare che l’elaborazione del Piano rifiuti per la Provincia non rientrava tra le opzioni politiche ma scaturiva da preciso incarico del Commissario di governo per l’emergenza rifiuti nell’ambito dei suoi poteri, accettato e sottoscritto dal presidente della Provincia. Ma se Carabottoli di Carinola non l’ha indicato De Franciscis quale sito ha indicato la Provincia per la discarica? Ed è credibile un responsabile di un’istituzione locale che, rivendicando l’autonomia decisionale in ordine al Piano rifiuti, quando ne ha avuta la possibilità non ha fatto assolutamente nulla?  

Circa il Commissario di governo, invece, come mai lo studio e i siti individuati sin dal febbraio 2007 dal professore Dè Medici, noto geologo della Federico II, per realizzare una discarica regionale per almeno 36 mesi e fatto proprio dal dr. Bertolaso che avrebbe consentito largamente di affrontare tutte le problematiche connesse a monte e a valle dello smaltimento rifiuti (stoccaggio delle “ecoballe” comprese) è stato misteriosamente e immotivatamente accantonato, senza peraltro sviluppare alcuna alternativa credibile sul piano tecnico e della fattibilità temporale?  

I rifiuti in mezzo alle strade e la proposta di stoccare in ogni comune i rifiuti prodotti ne costituiscono una prova inconfutabile, atteso che un sito di stoccaggio e una discarica anche di livello regionale avrebbero potuto supportare ogni decisione di chiusura o sospensione di attività dei cosiddetti ex CDR e di qualunque impiantistica scelta o in costruzione?  

Caserta, 19 dicembre 2007 

Giuseppe Messina

INDULTO: UNA LEGGE SBAGLIATA – ECCO L’ELENCO DEI COLPEVOLI

Una delle leggi più ingiuste e indesiderate dalla maggior parte degli italiani è stata certamente l’indulto, votata indistintamente dalla destra e dalla sinistra, molte volte per coprire reati commessi dagli stessi parlamentari o dai loro amici finanziatori, e che, tra le ultime vittime, ha visto per esempio i dipendenti della Finmek, i quali hanno perso il posto di lavoro mentre i colpevoli si godono il frutto del loro malaffare impuniti in virtù delle pene cancellate grazie a questo provvedimento che certo non è stato voluto per svuotare le carceri, ma principalmente per evitare che i più grandi malfattori finanziari e coloro che hanno affiancato la malavita organizzata venissero puniti, anche dopo indagini durate anni e costate sforzi sovrumani alle forze dell’ordine, che a volte hanno lasciato sul campo la vita di uomini votati alla legge.

Si può definire questa una operazione democratica o è il trionfo del malaffare sulla giustizia?

Chi non vuole che questo si ripeta, conservi l’elenco sottostante e si impegni a non votare più le persone che vi sono incluse per evitare che si compiano in futuro simili nefandezze.

Ecco chi ha votato a favore della concessione dell’indulto (in grassetto i più noti):

Legge 31 luglio 2006, n. 241

Concessione di indulto

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio 2006

CAMERA:

Democrazia Socialista

Barani, Catone, De Luca Francesco, Del Bue, Nardi.
Forza Italia
Adornato
, Alfano Angelino, Alfano Gioacchino, Aprea, Aracu, Armosino, Azzolini, Baiamonte, Baldelli, Berlusconi, Bernardo, Berruti, Bertolini, Biancofiore, Bocciardo, Bonaiuti, Bondi, Boniver, Boscetto, Brancher, Bruno, Brusco, Caligiuri, Campa, Carfagna, Carlucci, Casero, Ceccacci, Ceroni, Cesaro, Cicchitto, Cicu, Colucci, Conte Gianfranco, Costa, Craxi, Crimi, Dell’elce, Della Vedova, Di Cagno Abbrescia, Di Centa, Di Virgilio, Fabbri, Fallica, Fasolino, Fedele, Ferrigno, Fini Giuseppe, Fitto, Floresta, Fontana Gregorio, Franzoso, Fratta Pasini, Galli, Garagnani, Gardini, Gelmini, Germana, Giacomoni, Giro, Giudice, Iannarilli, Jannone, La Loggia, Lainati, Laurini, Lazzari, Lenna, Leone, Licastro Scardino, Lupi, Marinello, Marras, Martusciello, Mazzaracchio, Milanato, Minardo, Mistrello Destro, Misuraca, Mondello, Mormino, Moroni, Nan, Napoli Osvaldo, Palmieri, Palumbo, Paoletti Tangheroni, Paroli, Pecorella, Pelino, Pepe Mario, Pescante, Picchi, Pili, Pizzolante, Ponzo, Prestigiacomo, Ravetto, Rivolta, Rossi Luciano, Russo Paolo, Santelli, Sanza, Scajola, Simeoni, Stagno D’alcontres, Stradella, Testoni, Tondo, Tortoli, Uggè, Valducci, Valentini, Verdini, Verro, Vitali, Vito Alfredo, Vito Elio, Zanetta, Zorzato.

Italia Dei Valori
Rossi Gasparrini.

La Rosa Nel Pugno
Antinucci, Beltrandi, Bonino, Boselli, Buemi, Buglio, Capezzone, Crema, D’Elia, Di Gioia, Mancini, Mellano, Piazza Angelo, Poretti, Schietroma, Turci, Turco, Villetti.

Misto
Brugger, Neri, Nucara, Oliva, Rao, Reina, Widmann, Zeller.

Rifondazione Comunista
Acerbo, Burgio, Cannavò, Cardano, Caruso, Cogodi, De Cristofaro, De Simone, Deiana, Dioguardi, Duranti, Falomi, Farina Daniele, Ferrara, Folena, Forgione, Frias, Giordano, Guadagno, Iacomino, Khalil, Locatelli, Lombardi, Mantovani, Mascia, Migliore, Mungo, Olivieri, Pegolo, Perugia, Provera, Ricci Andrea, Ricci Mario, Rocchi, Russo Franco, Siniscalchi, Smeriglio, Sperandio, Zipponi.

Udc
Adolfo, Alfano Ciro, Barbieri, Bosi, Capitanio Santolini, Casini, Cesa, Ciocchetti, Compagnon, Conti Riccardo, D’Agrò, D’Alia, Delfino, Dionisi, Drago, Forlani, Formisano, Galati, Galletti, Giovanardi, Greco, Lucchese, Marcazzan, Martinello, Mazzoni, Mele, Mereu, Peretti, Romano, Ronconi, Ruvolo, Tabacci, Tassone, Tucci, Vietti, Volontè, Zinzi.

Udeur
Adenti, Affronti, Capotosti, Cioffi, D’Elpidio, Fabris, Giuditta, Li Causi, Morrone, Picano, Pisacane, Satta.

Ulivo
Albonetti, Allam, Amato, Amendola, Amici, Attili, Aurisicchio, Bandoli, Baratella, Barbi, Bellanova, Benvenuto, Benzoni, Bersani, Betta, Bianchi, Bianco, Bimbi, Bindi, Bocci, Boffa, Bordo, Brandolini, Bressa, Bucchino, Buffo, Burchiellaro, Burtone, Caldarola, Calgaro, Capodicasa, Carbonella, Cardinale, Carta, Castagnetti, Ceccuzzi, Cesario, Chianale, Chiaromonte, Chicchi, Chiti, Cialente, Codurelli, Colasio, Cordoni, Cosentino Lionello, Crisafulli, Crisci, Cuperlo, D’alema, D’antona, D’antoni, Damiano, Dato, De Biasi, De Brasi, De Castro, De Piccoli, Delbono, Di Girolamo, Di Salvo, Duilio, Fadda, Farina Gianni, Farinone, Fasciani, Fassino, Fedi, Ferrari, Fiano, Filippeschi, Fincato, Fiorio, Fioroni, Fistarol, Fluvi, Fogliardi, Fontana Cinzia, Franceschini, Franci, Froner, Fumagalli, Galeazzi, Gambescia, Garofani, Gentili, Gentiloni, Ghizzoni, Giachetti, Giacomelli, Giovanelli, Giulietti, Gozi, Grassi, Grillini, Iannuzzi, Incostante, Intrieri, Lanzillotta, Laratta, Leddi Maiola, Lenzi, Leoni, Letta, Levi, Lomaglio, Longhi, Lovelli, Lucà, Lulli, Luongo, Lusetti, Maderloni, Mantini, Maran, Marantelli, Marcenaro, Marchi, Mariani, Marino, Marone, Martella, Mattarella, Melandri, Merlo Giorgio, Merloni, Meta, Migliavacca, Miglioli, Milana, Minniti, Misiani, Monaco, Morri, Mosella, Motta, Musi, Mussi, Naccarato, Nannicini, Narducci, Nicchi, Oliverio, Orlando Andrea, Ottone, Papini, Parisi, Pedulli, Pertoldi, Pettinari, Pinotti, Piro, Piscitello, Pollastrini, Prodi, Quartiani, Ranieri, Realacci, Rigoni, Rossi Nicola, Rotondo, Ruggeri, Rugghia, Rusconi, Ruta, Rutelli, Samperi, Sanga, Sanna, Santagata, Sasso, Schirru, Scotto, Sereni, Servodio, Sircana, Soro, Spini, Sposetti, Squeglia, Stramaccioni, Strizzolo, Suppa, Tanoni, Tenaglia, Testa, Tolotti, Tomaselli, Trupia, Vannucci, Velo, Ventura, Verini, Vichi, Vico, Villari, Viola, Violante, Visco, Volpini, Zaccaria, Zanotti, Zucchi, Zunino.


Verdi
Balducci, Boato, Boco, Bonelli, Cassola, Cento, De Zulueta, Francescato, Fundarò, Lion, Pecoraro Scanio, Pellegrino, Piazza Camillo, Poletti, Trepiccione, Zanella.

SENATO

ALLEANZA NAZIONALE
Buccico Emilio Nicola, Curto Euprepio, De Angelis Marcello, Matteoli Altero, Saporito Learco, Valentino Giuseppe

AUT
Bosone Daniele, Molinari Claudio, Montalbano Accursio, Negri Magda, Peterlini Oskar, Pinzger Manfred, Rubinato Simonetta, Thaler Ausserhofer Helga, Tonini Giorgio

DC-IND-MA
Antonione Roberto, Cutrufo Mauro, Girfatti Antonio Franco, Manunza Ignazio, Massidda Piergiorgio, Pistorio Giovanni, Rotondi Gianfranco, Santini Giacomo, Saro Giuseppe Ferruccio, Stracquadanio Giorgio Clelio

FORZA ITALIA
Alberti Casellati M. E., Amato Pietro Paolo, Asciutti Franco, Azzollini Antonio, Baldini Massimo, Barba Vincenzo, Barelli Paolo, Bettamio Giampaolo, Bianconi Laura, Biondi Alfredo, Bonfrisco Anna Cinzia, Burani Procaccini Maria, Camber Giulio, Cantoni Gianpiero Carlo, Carrara Valerio, Casoli Francesco, Cicolani Angelo Maria, Colli Ombretta, Comincioli Romano, Costa Rosario Giorgio, D’Ali’ Antonio, Dell’Utri Marcello, Fazzone Claudio, Ferrara Mario Francesco, Firrarello Giuseppe, Gentile Antonio, Ghedini Niccolo’, Ghigo Enzo, Giuliano Pasquale, Grillo Luigi, Iannuzzi Raffaele, Iorio Angelo Michele, Izzo Cosimo, Lorusso Antonio, Lunardi Pietro, Malan Lucio, Malvano Franco, Marini Giulio, Mauro Giovanni, Morra Carmelo, Nessa Pasquale, Novi Emiddio, Palma Nitto Francesco, Pastore Andrea, Pianetta Enrico, Piccioni Lorenzo, Piccone Filippo, Pisanu Beppe, Pittelli Giancarlo, Possa Guido, Quagliariello Gaetano, Rebuzzi Antonella, Sacconi Maurizio, Scarabosio Aldo, Scarpa Bonazza Buora Paolo, Schifani Renato Giuseppe, Scotti Luigi, Stanca Lucio, Sterpa Egidio, Taddei Vincenzo, Tomassini Antonio, Vegas Giuseppe, Ventucci Cosimo, Viceconte G. Walter C., Vizzini Carlo, Zanettin Pierantonio, Ziccone Guido

IU-VERDI-COMUNISTI ITALIANI
Bulgarelli Mauro, Cossutta Armando, De Petris Loredana, Pecoraro Scanio Marco, Ripamonti Natale, Silvestri Gianpaolo

MISTO
Andreotti Giulio, Colombo Emilio, Cossiga Francesco, Del Pennino Antonio
Adolfo Mar

MISTO-PDM
Fuda Pietro

MISTO.POP-UDEUR
Barbato Tommaso, Cusumano Stefano, Mastella Clemente

RIFONDAZIONE COMUNISTA-SE
Albonetti Martino, Alfonzi Daniela, Allocca Salvatore, Boccia Maria Luisa, Bonadonna Salvatore, Brisca Menapace Lidia, Capelli Giovanna, Caprili Milziade, Confalonieri Giovanni, Del Roio Josè Luiz, Di Lello Finuoli Giuseppe, Emprin Gilardini Erminia, Gagliardi Rina, Giannini Fosco, Grassi Claudio, Liotta Santo, Malabarba Luigi, Martone Francesco, Nardini Maria Celeste, Palermo Anna Maria, Russo Spena Giovanni, Sodano Tommaso, Tecce Raffaele, Turigliatto Franco, Valpiana Tiziana, Vano Olimpia, Zuccherini Stefano

UDC
Baccini Mario
, Buttiglione Rocco, Ciccanti Amedeo, De Poli Antonio, D’Onofrio Francesco, Eufemi Maurizio, Fantola Massimo, Follini Marco, Forte Michele, Libe’ Mauro, Maffioli Graziano, Maninetti Luigi, Marconi Luca, Monacelli Sandra, Naro Giuseppe, Pionati Francesco, Poli Nedo Lorenzo, Ruggeri Salvatore, Trematerra Gino, Zanoletti Tomaso

ULIVO
Adragna Benedetto, Amati Silvana, Angius Gavino, Baio Dossi Emanuela, Banti Egidio, Barbieri Roberto, Barbolini Giuliano, Bassoli Fiorenza, Battaglia Giovanni, Bellini Giovanni, Benvenuto Giorgio, Bettini Goffredo Maria, Bianco Enzo, Binetti Paola, Bobba Luigi, Boccia Antonio, Bodini Paolo, Bordon Willer, Bruno Franco, Brutti Massimo, Brutti Paolo, Bubbico Filippo, Cabras Antonello, Calvi Guido, Carloni Anna Maria, Casson Felice, D’Amico Natale Maria Alfonso, Danieli Franco, De Simone Andrea Carmine, Di Siena Piero, Enriques Federico, Fazio Bartolo, Ferrante Francesco, Filippi Marco, Finocchiaro Anna, Fontana Carlo Ferruccio Antoni, Franco Vittoria, Galardi Guido, Garraffa Costantino, Gasbarri Mario, Giaretta Paolo, Iovene Antonio, Ladu Salvatore, Latorre Nicola, Legnini Giovanni, Livi Bacci Massimo, Lusi Luigi, Maccanico Antonio, Magistrelli Marina, Magnolfi Beatrice Maria, Manzella Andrea, Manzione Roberto, Marino Ignazio Roberto Maria, Massa Augusto, Mele Giorgio, Mercatali Vidmer, Micheloni Claudio, Mongiello Colomba, Montino Esterino, Morando Antonio Enrico, Morgando Gianfranco, Nieddu Gianni, Palumbo Aniello, Papania Antonino, Pasetto Giorgio, Pegorer Carlo, Piglionica Donato, Pignedoli Leana, Pisa Silvana, Polito Antonio, Pollastri Edoardo, Procacci Giovanni, Randazzo Antonino, Ranieri Andrea, Roilo Giorgio, Ronchi Edo, Rossa Sabina, Rossi Paolo, Salvi Cesare, Scalera Giuseppe, Scarpetti Lido, Serafini Anna Maria, Sinisi Giannicola, Soliani Albertina, Treu Tiziano, Turano Renato Guerino, Turco Livia, Vernetti Gianni, Villecco Calipari Rosa Maria, Vitali Walter, Zanda Luigi, Zavoli Sergio Wolmar 
 

ECCO L’ELENCO DEI REATI COPERTI DALL’INDULTO CHE ANNULLA LA PENA SE INFERIORE A TRE ANNI O LA DIMINUISCE DELLO STESSO TEMPO (IN GRASSETTO QUELLI FINANZIARI O CORRUZIONE POLITICA):

PECULATO, SPIONAGGIO POLITICO O MILITARE, INDEBITA PERCEZIONE DI EROGAZIONI A DANNO DELLO STATO, CONCUSSIONE, CORRUZIONE PER ATTI D’UFFICIO, CORRUZIONE IN ATTI GIUDIZIARI, ISTIGAZIONE ALLA CORRUZIONE, ABUSO D’UFFICIO, VIOLENZA O MINACCIA A PUBBLICO UFFICIALE, RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE, INTERRUZIONE DI UN UFFICIO O SERVIZIO PUBBLICO O DI UN SERVIZIO DI PUBBLICA NECESSITA’, MILLANTATO CREDITO, USURPAZIONE DI FUNZIONI PUBBLICHE, ABUSIVO ESERCIZIO DI UNA PROFESSIONE, FALSA TESTIMONIANZA, FRODE PROCESSUALE, EVASIONE. ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI CON VIOLENZA SULLE PERSONE, VIOLAZIONE DI SEPOLCRO, VILIPENDIO DI CADAVERE, OCCULTAMENTO, DISTRUZIONE, SOPPRESSIONE O SOTTRAZIONE DI CADAVERE, ISTIGAZIONE A DELINQUERE, ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE (SALVO ARTICOLI 600, 601, 602 C.P.), SCAMBIO ELETTORALE POLITICO MAFIOSO, DEVASTAZIONE E SACCHEGGIO, INCENDIO, NAUFRAGIO, SOMMERSIONE O DISASTRO AVIATORIO, DISASTRO FERROVIARIO, RIMOZIONE OD OMISSIONE DOLOSA O COLPOSA DI CAUTELE CONTRO INFORTUNI SUL LAVORO, AVVELENAMENTO DI ACQUE O SOSTANZE ALIMENTARI, COMMERCIO O SOMMINISTRAZIONE DI MEDICINALI GUASTI, DELITTI COLPOSI CONTRO LA SALUTE PUBBLICA, FALSIFICAZIONI, SOPPRESSIONE, DISTRUZIONE E OCCULTAMENTO DI ATTI VERI, MANOVRE SPECULATIVE SU MERCI, TURBATA LIBERTA’ DELL’INDUSTRIA O DEL COMMERCIO, AGGIOTAGGIO, INSIDER TRADING, BANCAROTTA FRAUDOLENTA, MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA O VERSO FANCIULLI, SOTTRAZIONE CONSENSUALE DI MINORENNI, OMICIDIO, INFANTICIDIO IN CONDIZIONI DI ABBANDONO MATERIALE E MORALE, ISTIGAZIONE AL SUICIDIO, LESIONE PERSONALE, ABBANDONO DI PERSONE MINORI O INCAPACI, OMISSIONE DI SOCCORSO, SEQUESTRO DI PERSONA (ESCLUSO QUELLO A SCOPO DI ESTORSIONE), VIOLENZA O MINACCIA PER COSTRINGERE A COMMETTERE REATO, MINACCIA, VIOLAZIONE DI DOMICILIO, VIOLAZIONE DI CORRISPONDENZA . INTERCETTAZIONI DI COMUNICAZIONI INFORMATICHE O TELEMATICHE, FURTO, FURTO IN ABITAZIONE E FURTO CON STRAPPO, RAPINA, ESTORSIONE, TRUFFA, CIRCONVENZIONE DI PERSONE INCAPACI, FABBRICAZIONE O COMMERCIO NON AUTORIZZATO DI ARMI, MALTRATTAMENTO DI ANIMALI, RICETTAZIONE, RICICLAGGIO (E’ ESCLUSO SOLO PER DENARO, BENI  O UTILITA’ RIVENIENTI DA SEQUESTRO DI PERSONA A SCOPO DI ESTORSIONE O DA DELITTI CONCERNENTI PRODUZIONE O TRAFFICOI DI SOSTANZE STUPEFACENTI O PSICOTROPE), IMPIEGO DI DENARO DI PROVENIENZA ILLECITA.

Pinocchio apprendista di De Franciscis……..

da un articolo del Corriere del Mezzogiorno del 18 novembre scorso:CASERTA —

Antonella Palermo: (CdM) : Nomi non ne fa. Le chiedo: cosa non dovrà essere il segretario provinciale?

Sandro de Franciscis: “L’unico a non poter essere candidato è il presidente della Provincia perché penso ci sia una oggettiva incompatibilità tra il ruolo istituzionale elettivo e la carica di segretario provinciale. ”

COME POTEVAMO SPERARE CHE LE SUE DICHIARAZIONI SULLA REGOLARITA’ DELLA GESTIONE DEL SITO LO UTTARO FOSSERO DEGNE DI FEDE?

ANtonio Roano

Convegno tenuto a San Nicola la Strada il 3 dicembre sull’Emergenza Rifiuti dalla Pro Loco

Il convegno sull’Emergenza Rifiuti tenuto a San Nicola la Strada a cui hanno partecipato esponenti delle associazioni ambientaliste e del Comitato Emergenza Rifiuti, ha messo in luce lo stato di completo degrado ambientale in cui versa il nostro territorio, dovuto non solo alla pur gravissima e vergognosa vicenda Lo Uttaro.

            L’inefficienza del sistema di raccolta differenziata ha causato l’abbandono da parte di molti abitanti perché hanno visto che i camion durante le operazioni di prelievo mescolano di nuovo tutto.

            Non dobbiamo commettere questo errore in quanto non ci possiamo consentire. come cittadini, di lasciare nessun alibi ai nostri amministratori, dimostrando loro che, se le cose non funzionano, la colpa sta solo nella incapacità di governo della cosa pubblica.

            Il servizio di raccolta e di spezzamento è di competenza della ditta Jacta Iacorossi, che lo ha avuto in affidamento dall’Unione di Comuni Calatia, ente costituito apposta per gestire il servizio per San Nicola, Maddaloni e San Marco, che si è rivelato l’ennesimo inutile carrozzone clientelare con gli inevitabili ulteriori costi a carico dei cittadini.

            Dai dati di Lega Ambiente sui comuni ricicloni, si rileva che il comune di Pontecagnano Faiano in provincia di Salerno, 23.000 abitanti come San Nicola, dal 2004 ha iniziato la raccolta con il sistema porta a porta, giungendo nel 2006 ad una percentuale di Raccolta Differenziata che supera il 55%. Eppure si trova in Campania, nella stessa Regione ove tutti si lamentano dell’Emergenza Rifiuti e dei cumuli maleodoranti e putrescenti per strada!

             Ricordo che a San Nicola, nelle due amministrazioni Pascariello , fino al giugno scorso, sono state lanciate diverse campagne per la raccolta differenziata, tutte con un errore di fondo: non prevedevano la raccolta dei rifiuti porta a porta, diversamente da quanto indicato dalle associazioni ambientaliste che, di loro iniziativa, hanno sempre offerto la loro disponibilità per lo sviluppo di un processo corretto, senza mai essere state prese in considerazione.

Eppure, in un incontro del giugno scorso, il dirigente della Jacta Iacorossi, aveva dichiarato, ad una mia precisa domanda, che l’umido sarebbe stato conferito ad un impianto calabrese e che le associazioni e i comitati avrebbero avuto accesso a report periodici per dimostrare l’andamento positivo del servizio.

            Il risultato è sotto gli occhi di tutti, con cassoni depositati dietro il cimitero a tutt’oggi ricolmi di rifiuti. L’amministrazione, nel frattempo, paga un ulteriore onere sempre a carico dei contribuenti, in quanto, come dichiarato dal sindaco, per la situazione di emergenza è possibile portare in discarica solo 70 kg  di rifiuti ogni 100 kg prodotti. Il conto dell’inefficienza è presto fatto: con una raccolta differenziata porta a porta, solo per l’umido si sarebbe scalato un peso del 45%, portando così a 55 il quantitativo da conferire, avendo quindi a disposizione per un ulteriore conferimento addirittura un margine di altri 15 kg.

            Sollecitiamo quindi l’amministrazione a non nascondersi dietro un dito e a riorganizzare il servizio utilizzando il metodo appropriato. Si otterrebbe così uno sconto sull’iniquo balzello della TIA che l’amministrazione sannicolese, in anticipo rispetto agli altri comuni, fin da quest’anno ha adottato, caricando sui bilanci delle famiglie un incremento del 130% del costo da sostenere per la raccolta dei rifiuti;. Si rende necessario anche individuare finalmente il suolo ove ubicare l’isola ecologica, inevitabile per la raccolta almeno dei rifiuti ingombranti, per il quale da un anno l’amministrazione sta effettuando la ricerca.

            Il Comitato Emergenza Rifiuti come sempre si rende disponibile ad un confronto costruttivo con l’amministrazione, i partiti e le associazioni, nell’ottica di giungere finalmente ad ottenere un servizio degno di una città europea del XXI secolo lasciandoci alle spalle una situazione che, invece di farci conoscere nel mondo per la nostra storia e le nostre tradizioni, ci porta gravi danni alla salute e ci fa additare da tutti come esempio di inefficienza e arretratezza culturale e sociale.

  Antonio Roano

  

energia rinnovabile: la Germania fa sul serio e noi?

La politica governativa italiana, quella che non decide e si limita a galleggiare sull’esistente, riceve uno schiaffo morale dalla Germania della Merkel che ha deciso di fare della lotta contro il riscaldamento globale la priorità più alta del proprio programma,stilando un programma articolato che prevede i seguenti punti:
– entro il 2020 le emissioni tedesche di anidride carbonica devono essere ridotte del 40% e le energie rinnovabili entro quella data devono coprire il 20% di tutte le fonti
– viene stanziato un miliardo di euro per la ricerca nel campo delle energie rinnovabili
– si interverrà con regolamenti edilizi nuovi che impongono costruzioni con materiali che le rendano a basso consumo di energia, nelle quali i pannelli fotovoltaici diventano parte integrante dell’architettura
– si offrirà ai condomini che producono energia solare in eccesso la possibilità di venderla a prezzi vantaggiosi ai gestori elettrici
– sono previsti incentivi statali per la costruzione di automobili a bassa emissione di inquinanti o elettriche o a idrogeno.
A questo piano organico, presto operativo, si aggiunge il fatto che il governo tedesco considera le energie rinnovabili un settore di affari con potenzialità di mercato mondiale, in cui il gruppo Thyssen ha già una società che è la numero uno al mondo in tecnologia per l’energia eolica, e la Bosch spende il 40% dei suoi fondi destinati alla ricerca per sviluppare prodotti per tecnologie che non usano combustibili fossili. La Solar di Berlino la settimana scorsa ha avuto un contratto per costruire 6 impianti di produzione di energia solare in Puglia (praticamente i tedeschi vendono sole ai pugliesi, che è come dire vendere ghiaccio agli esquimesi).
La riflessione che propongo è questa: la trasformazione del modo di produrre, da inquinante e distruttivo per la terra e la nostra salute, a processo sostenibile e salubre passa attraverso decisioni politiche e non per il “libero mercato” che continuerebbe allegramente nelle sue devastazioni.
Ciò richiede che la politica sia autorevole e le priorità ambientali non siano messe in coda, ma al primo posto programmatico.
Malgrado la Germania produca un cospicuo 27% del suo fabbisogno energetico dal nucleare, non è in programma nessun ampliamento del settore, avendo i pragmatici tedeschi capito che, se ai costi del kilovattore nucleare si aggiungono lo smantellamento delle centrali obsolete e la messa in sicurezza delle scorie, oltre i pericoli in agguato, l’energia del nucleare risulta la più pericolosa e costosa al mondo.
La immediata diffusione sul territorio di tecnologie rinnovabili, dai piccoli rotori eolici da balcone, ai tetti condominiali con pannelli fotovoltaici, se appoggiata da una politica governativa coerente e illuminata, nell’arco di pochissimi anni, porterebbe un paese come l’Italia, che per gli usi domestici consuma il 20% di tutta la energia prodotta (il 30% è per i trasporti, il 50% è assorbito dal sistema industriale), a rientrare nei parametri di Kyoto.
Se a questo aggiungessimo un piano per la costruzione di centrali a specchi (il solare termodinamico di Rubbia), che la Spagna sta già costruendo in venti esemplari, molte produzioni industriali che vanno a gasolio si potrebbero riconvertire a energia elettrica e la pace con l’ambiente sarebbe quasi fatta.
Tutta la responsabilità è della politica. Le forze economiche conoscono solo la legge del profitto e solo una buona politica può guidare e regolare uno sviluppo industriale sostenibile.
Paolo De Gregorio
dal sito http://www.arcoiris.tv

Caserta (di Raffaele Cantone, magistrato da Il Mattino di Sabato 17 Novembre 2007) –

L’intervento ad un dibattito a Bologna di Roberto Saviano, secondo cui la camorra è presente nelle strutture locali dei partiti anche di sinistra, suscita alcune riflessioni.

 Il fatto riferito, in sé, è difficilmente negabile…; lo dimostrano inequivocabilmente i numerosi scioglimenti, proprio per infiltrazioni camorristiche, di comuni della provincia di Napoli e Caserta – e persino di una Asl – gestiti da amministrazioni di entrambi gli schieramenti. Del resto, le organizzazioni camorristiche, in particolar modo quelle più organizzate, hanno da tempo manifestato interesse ad essere rappresentate nei partiti e, attraverso di essi, nella gestione degli enti locali; attraverso gli enti, infatti, si controllano i centri di spesa e, quindi, gli appalti e si costruisce e gestisce un «consenso sociale» che è indispensabile anche ai clan per sopravvivere.

 La novità – e le indagini lo dimostrano – è l’«ambito politico» verso il quale i clan manifestano il loro interesse. Nel post-terremoto, quando il fenomeno ha assunto dimensioni importanti, i camorristi guardavano al blocco di potere che faceva capo specialmente ai due principali partiti nazionali al governo. Sarebbe, ovviamente, sbagliato generalizzare ritenendo quei partiti controllati dalla criminalità; e proprio con il loro concorso che si sono fatte importanti riforme per la lotta alla mafia e nelle loro fila sono cresciuti esponenti, anche di primo piano, dell’antimafia; nelle articolazioni locali erano, però, presenti soggetti che non disdegnavano un rapporto sinallagmatico con i clan: voti in cambio di appalti e favori. Quei partiti avevano, però, nella loro organizzazione anche gli antidoti per evitare – o comunque, rendere difficile – il propagarsi verso l’alto dei virus. Un episodio dimostra quanto si afferma; quando il sindaco di un paese dell’Aversano, fratello del capo dei Casalesi, si propose per l’elezione al Senato, l’allora presidente della Repubblica Pertini intervenne bloccando una candidatura a dir poco sospetta.

 Con il crollo di quei partiti e con il mutamento anche della legge elettorale per gli enti locali, i clan camorristici, autonomi in ogni territorio e senza una struttura di vertice, si sono agilmente adattati al nuovo contesto. Non è uno slogan dire che i clan hanno perseguito un obiettivo: non essere mai – o quasi – all’opposizione. Lo hanno fatto sfruttando – è drammatico dirlo – una riforma elettorale che è stata un toccasana per la stabilità in gran parte d’Italia; hanno saputo utilizzare le utilità marginali dei voti, e cioè quei pacchetti che controllano attraverso gli affiliati, le famiglie ed i fiancheggiatori, facendole pesare nello spostamento degli equilibri locali; attraverso la preferenza unica, poi, è divenuto possibile anche l’elezione di rappresentanti di riferimento. È così che cambia il meccanismo dell’infiltrazione: i clan non cercano più candidati dei partiti da appoggiare; ne individuano propri che, portando in dote il «pacchetto», si fanno eleggere in qualunque schieramento in cui si presentano.

La destrutturazione dei partiti e, quindi, la minore capacità di intervenire dall’alto rendono più difficili gli antidoti tradizionali e lasciano le responsabilità – con i connessi rischi – delle candidature agli organismi politici locali, spesso preoccupati solo di portare a casa il risultato positivo della contesa elettorale. È inutile dirlo: questo scenario – presente in molte realtà della provincia – è molto trasversale anche se i clan, assolutamente deideologizzati, sono interessati ad appoggiarsi a quegli schieramenti che appaiono vincenti nei diversi ambiti – regionali, provinciali e comunali – del territorio. Alcune strutture partitiche, ovviamente, sono culturalmente meno idonee al contagio.

Come intervenire. In primis, vanno cambiate alcune regole; si spostino i meccanismi decisionali degli appalti più importanti dagli enti locali ad una stazione unica, gestita dal prefetto; si individuino ipotesi di non candidabilità di coloro che hanno fatto parte di amministrazioni sciolte per infiltrazione camorristica. E poi, un po’ di maggior coraggio dei partiti; nel corso di un convegno a Caserta l’attuale ministro degli Esteri disse senza mezzi termini che la politica non deve aspettare condanne o arresti per sapere chi non candidare perchè nelle realtà locali certi fatti sono noti; basterebbe, forse, applicare questa raccomandazione per ridurre i rischi di infiltrazione.

BONIFICA DEL SITO E DELLE ISTITUZIONI LOCALI. ORA!

COMITATO EMERGENZA RIFIUTI

Caserta, 22 novembre 2007

 

BONIFICA DEL SITO E DELLE ISTITUZIONI LOCALI. ORA!

Il Tribunale Civile di Napoli ha accolto il ricorso ex art.700 c.p.c. presentato dal Comitato Emergenza Rifiuti e ha verificato la fondatezza circa l’individuazione e utilizzo di un sito illegittimo, illegale, inquinato e inquinante. La magistratura penale di Santa Maria Capua Vetere, a seguito denunce del Comitato Emergenza Rifiuti ha posto i sigilli alla discarica e inviato 12 avvisi di garanzia ai responsabili di questo disastro. La questione è chiusa.

Tale sito, alterando i dati reali con dichiarazioni false (il sito era infatti di 200.000 mc e non di 450.000 come dichiarato), è stato offerto al commissario Bertolaso da uno pseudo comitato tecnico-scientifico. Il Commissario, senza alcuna verifica seria e affidabile, circondandosi, infatti, di personaggi incompetenti e ben noti agli onori delle cronache giudiziarie, ha dilapidato tempi e risorse finanziarie enormi perpetuando e aggravando il vasto inquinamento ambientale e tutte le sue matrici, in particolare le falde acquifere e l’aria.

 

Vale la pena ricordare che tale sito è stato scelto e caldeggiato, contro ogni logica ambientale e ingegneristica, dal Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Caserta, di concerto con il sindaco della città capoluogo e dal sig. Prefetto, con la conseguenza di tentare di sanare situazioni pregresse di illegalità nonostante i commissari delegati, prefetti di Napoli e Caserta avessero più volte, a partire dal 1994 rappresentato tali illegittimità e informato la stessa Autorità giudiziaria. Il sito scelto per il suo esiguo volume era già pieno di rifiuti e, se non fosse intervenuto il sequestro, entro pochi giorni la discarica sarebbe stata comunque chiusa.

 

Il Comitato Emergenza Rifiuti esprime la sua profonda soddisfazione e gratitudine alla magistratura che, ancora una volta, ascoltando le ragioni della società civile, ha fatto trionfare la verità e posto un punto fermo sulla cosiddetta emergenza rifiuti. Tale organo dello Stato che, pur operando in un contesto difficile, ha rapidamente portato a termine le indagini e avviato il procedimento per punire i colpevoli. Ai magistrati e alle forze dell’ordine un sostegno forte della gente per andare fino in fondo su questa impresa e un ringraziamento che ha un duplice valore: aver confermato il valore della democrazia; aver ridato speranza nelle istituzioni e nel patto sociale ad un popolo abbandonato. Il sostegno va ancora alla Magistratura in un momento in cui, con le strumentali pressioni anche di amministratori pubblici, si tenta di far arretrare un processo di ritorno alla legalità del nostro territorio.

Il Comitato ringrazia i legali e quanti, che con la loro professionalità e partecipazione hanno consentito di raggiungere un tale obiettivo.

 

E’ necessario ricordare che il Comitato, sin dalla firma del protocollo d’intesa (11 novembre 2006) si era preoccupato di informare le autorità sul reale stato delle cose, delle scelte interessate del sito effettuato sulla base di dichiarazioni false di pubblici dipendenti e del successivo stato di assoluta precarietà e illegalità della discarica e di come essa è stata gestita da personale scelto incautamente dal dr. De Franciscis e dal vice prefetto dr. Provolo nella qualità di commissario e vice commissario del Consorzio ACSA Ce3 cui il dr. Bertolaso aveva delegato la gestione. Già ad aprile, a cantiere ancora aperto, la RAI News 24 aveva divulgato per quattro giorni in tutto il mondo il filmato e le dichiarazioni del capo cantiere che ammetteva l’esistenza sotto la copertura della discarica in costruzione, d’ingenti quantitativi di rifiuti. In un incontro ufficiale avvenuto nel mese di marzo tra il Comitato, i rappresentanti dei partiti della sinistra, la CGIL e le istituzioni rappresentate dal sindaco di San Marco Evangelista, il Presidente della Provincia, il Prefetto, l’assessore provinciale all’ambiente, il delegato del Commissario di governo ed i più alti vertici territoriali delle forze dell’ordine, i rappresentanti del Comitato ufficialmente avanzavano al sig. Prefetto la richiesta di indagini (carotaggi) volte ad accertare definitivamente la preesistente presenza di rifiuti nella cava Mastropietro. Su tale richiesta il Comitato otteneva un deciso rifiuto da parte del Prefetto Stasi. Il rappresentante del Commissario di governo, inoltre, proprio per realizzare un corretto ciclo dei rifiuti, si impegnava ad una pronta installazione di 5 impianti di compostaggio, nel territorio provinciale; cosa ad oggi ancora non realizzata. In una riunione successiva, tenuta nel mese di ottobre scorso, il prefetto Pansa dichiarava che gli impianti in parola non potevano essere messi in funzione in quanto, nel frattempo, risultavano a suo dire “cannibalizzati”. Su tale circostanza e visto che nessun impianto di compostaggio risulta essere stato mai installato sul territorio regionale, il Comitato chiede che la Corte dei Conti intervenga per fare luce sull’oscura vicenda.

 

Tutta la vicenda si basa su un arrogante presupposto di impunità da parte di tutti i decisori, protagonisti di questa sporca storia.

 

La Magistratura, ancora una volta, è stata costretta a fermare scelte illegali e pericolose effettuate da una classe politica incapace e non all’altezza di gestire la cosa pubblica, esponendo le popolazioni e l’ambiente, in ragione di una pervicace e persistente emergenza rifiuti, a pericolo sanitario certo.

 

Vale la pena precisare ancora che sia il dr. Bertolaso, sia il Prefetto sig.ra Stasi, sia il Sindaco e il Presidente della Provincia furono subito edotti da questo Comitato sullo stato reale del sito di Lo Uttaro, delle sue pregresse vicende e del suo stato di illegalità, grazie alla connivenza di quegli stessi funzionari incaricati poi a indicare il sito nella commissione di cui faceva parte pure l’arch. De Biasio. Il Comitato, così come l’Università Federico II (prof. De Medici) sin dal febbraio 2007 avevano indicato siti alternativi e ipotesi di lavoro diversi dalla discarica. Lo stesso Bertolaso, in una audizione alla Camera dei Deputati aveva dichiarato che in Campania esistono ben 665 siti (cave) idonei ad essere trasformati in discariche! Il Comitato ha inutilmente sollecitato la Provincia ad elaborare il Piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti, in attesa da un anno. Lo stesso Comitato ha elaborato, inascoltato, delle precise proposte per superare la crisi in corso. Ha cercato di supportare (con il Comitato dei Garanti) anche la fase della gestione della discarica, nonostante le posizioni contrarie, proprio per arginare e controllare che almeno la gestione fosse corretta e rispettosa della legge e del buon senso. Neanche questo. Occorre ricordare che, comunque, anche se si fossero rispettati i parametri di legge relativi al materiale sversato, la successiva produzione di percolato avrebbe comunque inquinato la falda in quanto l’impermeabilizzazione presentava larghi squarci. Nella discarica si è sversato di tutto, anche materiale pericoloso oltre che fanghi di depurazione. Il Comitato giudica scandaloso e preoccupante che le sollecitazioni e gli inviti a fare qualcosa da parte del Comitato dei Garanti siano rimaste costantemente inascoltate dal Prefetto Pansa, come da tutte le autorità locali, responsabili anche della tutela della salute pubblica. L’unica risposta dai decisori politici è stata invece, quella di nominare nel comitato dei garanti altri politici senza alcuna competenza e volontà di garantire che a Lo Uttaro la legge venisse rispettata; eletti evidentemente solo con la precisa idea di controllare e frenare l’operato dei tecnici operanti all’interno del Comitato dei Garanti, unici presenti nel gruppo e indicati dal Comitato Emergenza Rifiuti.

In tutta questa situazione, nonostante la presenza della discarica sul territorio, mentre la raccolta differenziata a Caserta, così come nella conurbazione (S. Nicola, Maddaloni, San Marco E.) è precipitata a percentuali ridicole, la TARSU è aumentata e a Caserta è la più alta d’Italia, i rifiuti rimangono in mezzo alle strade e le aree da bonificare sono rimaste come un monumento al disinganno e all’incompetenza di amministratori arroganti quanto inefficaci.

 

 

ADESSO CI ASPETTIAMO GIUSTIZIA e UNA BONIFICA GENERALE, DALLE ISTITUZIONI AL SITO ABUSIVO, ILLEGALE E PERICOLOSO DI LO UTTARO. Occorre rapidamente ridare fiducia nelle istituzioni democratiche alla gente e alla popolazione campana cui è stata tolta anche l’onorabilità da affaristi, colletti bianchi e da una classe politica non meritevole della fiducia accordata.

 

Per questi motivi il Comitato Emergenza Rifiuti chiede:

Alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che ha operato il sequestro della discarica illegale e pericolosa, considerato che la discarica da un punto di vista biologico e chimico è in piena attività, di affidare ad horas la “gestione” della discarica al Genio militare con la consulenza degli organi dello Stato di cui in precedenza si sono avvalsi i prefetti Improta e Catalani, per la messa in sicurezza del sito, il recupero e allontanamento del percolato, il controllo del biogas;

 

Al Prefetto Pansa

1) l’immediato avvio del procedimento per lo svuotamento e la bonifica sia del sito Mastropietro sia di tutta la zona Lo Uttaro già dichiarata Sito di Interesse Nazionale e che si sarebbe già dovuta attuare sin dal 1994 in funzione di quanto rappresentato ufficialmente dal Prefetto di Napoli e, dal 2005 per quanto stabilito dal Presidente della Regione Campania Commissario per le bonifiche;

2) la predisposizione di un accurato studio di caratterizzazione e messa in sicurezza avvalendosi di professionalità universalmente riconosciute come tali;

3) l’accoglimento delle proposte delle associazioni ambientaliste e dei vari comitati per superare l’attuale crisi regionale sul ciclo dei rifiuti;

 

al sig. Ministro degli Interni l’invio di una commissione di accesso alla Provincia di Caserta ed al Comune di Caserta, per accertare eventuali irregolarità degli atti amministrativi. Sarebbe opportuno, inoltre, disporre anche, in via cautelativa, il trasferimento di quanti, nella Provincia, nella Prefettura e nel Commissariato di Governo per l’emergenza rifiuti, secondo le accuse della magistratura hanno generato, con le loro dichiarazioni false, le omissioni, ecc. l’attuale scempio ambientale e istituzionale.

COMITATO EMERGENZA RIFIUTI

 

 

Da Radio anch’io : EMERGENZA RIFIUTI  puntata del 27 novembre 2007